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Report ricerca IFOM 2005

Per saperne di più
  • Elenco completo Pubblicazioni IFOM 2005
  • glossarioImpact Factor
    L'impact factor é l'indice che misura la frequenza con cui gli articoli di una determinata rivista vengono citati: in pratica una valutazione della rilevanza scientifica di quella rivista.

Nel 2005 gli scienziati IFOM hanno pubblicato 107 articoli di ricerca su riviste scientifiche internazionali, con un impact factor medio pari a 8.8139.

Il recettore della trasferrina

Tra le pubblicazioni del 2005 segnaliamo un articolo comparso a dicembre sulla rivista Cell:

"TTP specifically regulates the internalization of the transferrin receptor" (Tosoni et al. Cell 2005; PMID: 16325581 impact factor 28.3890).

reportRicercatrice IFOM

Gli scienziati hanno scoperto che una molecola, la TTP (Transferrin receptor Trafficking Protein), ha un ruolo specifico nella regolazione del meccanismo dell'endocitosi del recettore della trasferrina [glossario endocitosi , trasferrina ]
Oltre alla sua rilevanza in termini di conoscenza dei meccanismi cellulari, la scoperta è significativa perché in numerosi tumori è stata rilevata una sovrabbondanza di recettore della trasferrina - le cellule tumorali hanno un alto metabolismo e quindi hanno bisogno di molto ferro.
La TTP, che è in grado di inibire l'endocitosi del recettore, potrebbe agire come potenziale oncosoppressore. Rimane da testare se la TTP possa essere utilizzata come possibile bersaglio terapeutico.

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Metabolismo e cancro

Un fondamentale passo avanti nella ricerca oncologica è stato compiuto grazie allo studio:

"Electron transfer between cytochrome c and p66Shc generates reactive oxygen species that trigger mitochondrial apoptosis" (Giorgio et al., Cell; PMID: 16051147 impact factor 28.3890), pubblicato a luglio sulla rivista Cell.

reportRicercatore presso i laboratori IFOM

I risultati di questa ricerca contribuiscono a chiarire, a livello molecolare, la correlazione tra i meccanismi di metabolismo cellulare e cancro. Nella cellula, la funzione di "respirazione" (cioè di produzione di energia a partire da ossigeno e glucosio) è svolta dai mitocondri. Gli scienziati hanno scoperto il meccanismo molecolare attraverso il quale una proteina, la p66, produce, sia nelle cellule normali sia in quelle patologiche, radicali liberi (ROS) a loro volta responsabili di alterazioni a livello mitocondriale. Poiché è noto che a) nelle cellule neoplastiche si verifica un aumento di radicali liberi e b) le stesse cellule hanno una bassa attività mitocondriale, lo studio di Marco Giorgio e colleghi mette finalmente i due fenomeni in una chiara relazione di causa-effetto. Contribuendo così a stringere il campo su quei meccanismi che, in caso di malfunzionamento, possono alterare i processi primari della vita cellulare e indurre degenerazione neoplastica. Anche qui l'obiettivo ultimo è l'identificazione di bersagli terapeutici da colpire per tentare di ripristinare, nelle cellule neoplastiche, una normale funzione cellulare.

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Strutture cromosomali pericolose

Un altro potenziale bersaglio terapeutico nella lotta contro il cancro è stato evidenziato nello studio:

"Rad51-dependent DNA structures accumulate at damaged replication forks in sgs1 mutants defective in the yeast ortholog of BLM RecQ helicase", (Liberi et al., Genes Dev 2005; PMID: 15687257 impact factor 16.3850), comparso a febbraio sulla rivista Genes Development.

reportLievito Saccharomyces cerevisiae

Utilizzando il lievito Saccharomyces cerevisiae come organismo modello, i ricercatori sono riusciti a scoprire la causa dell'instabilità genetica che si osserva in alcune sindromi, in particolare nella sindrome di Bloom (una malattia rara che però ricapitola la sintomatologia e i difetti molecolari di molti tumori). Giordano Liberi e colleghi hanno scoperto che un meccanismo specifico genera attivamente delle strutture cromosomali pericolose nelle cellule malate: questo meccanismo, che agisce anche in molti tumori, rappresenterebbe dunque un possibile bersaglio contro cui puntare le armi farmacologiche.

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Regolazione della divisione cellulare

Infine, lo studio:

"Mechanism of Aurora B activation by INCENP and inhibition by Hesperadin" (Sessa et al., Mol. Cell 2005; PMID: 15866179 impact factor 16.8110) pubblicato ad aprile sulla rivista Molecular Cell,

mostra la struttura tridimensionale, ottenuta con tecniche di cristallografia, della proteina Aurora B e ne illustra il meccanismo di attivazione da parte del suo interattore, la proteina INCENP). Aurora B appartiene alla famiglia delle chinasi Aurora, che giocano un ruolo chiave nella regolazione della divisione cellulare e in particolar modo della mitosi. In diversi tumori è stata riscontrata un'attività anomala di Aurora A e B. Per questo motivo tali chinasi rappresentano potenziali bersagli terapeutici. La caratterizzazione strutturale e funzionale di Aurora B costituisce pertanto un importante passo avanti nella ricerca oncologica molecolare.

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