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3 ottobre 2006
"Scienze della vita: fondamenti ed etica"

Il primo Dottorato in Europa che unisce ricerca scientifica e filosofia.

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Creare una nuova generazione di studiosi che sia in grado di parlare tanto di scienza, quanto dei suoi aspetti epistemologici ed etici: questo è l'obiettivo del nuovo Dottorato in "Foundations of life sciences and their ethical consequences", organizzato dall'Università degli Studi di Milano e dalla Scuola Europea di Medicina Molecolare (SEMM) e ospitato presso l'IFOM-IEO Campus di Milano (IFOM Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare - Istituto Europeo di Oncologia). Il Dottorato, che avrà inizio il 1 gennaio 2007, rappresenta un'esperienza assolutamente innovativa nel panorama europeo. Il corso è caratterizzato dalla interdisciplinarietà e dall'integrazione dei saperi teorico e pratico, il tutto condito da un forte carattere internazionale, come dimostra la scelta della lingua inglese come lingua ufficiale del Dottorato stesso. Coordinatore del Dottorato è Pier Paolo di Fiore, Direttore scientifico dell'IFOM.

folsatecIl nuovo Dottorato in "Foundations of life sciences and their ethical consequences"

Il nuovo Dottorato è stato presentato ieri nel corso del convegno: "Scienze della vita e filosofia - realtà di un dialogo auspicato", tenutosi a Milano, presso la sede dell'IFOM. Il coordinamento scientifico è affidato a Giovanni Boniolo, cattedra di Logica e Filosofia della Scienza presso l'Università di Padova. Il nuovo Dottorato si rivolge a tutti i laureati europei in discipline scientifiche e filosofiche. I posti disponibili sono 4: chi fosse interessato a partecipare alle pre-selezioni deve compilare l'Application disponibile sul sito della SEMM entro e non oltre il 15 ottobre 2006. I preselezionati dovranno quindi sostenere un esame orale, con il quale verranno valutate le loro competenze (filosofiche e biomediche), la loro attitudine alla ricerca epistemologica e/o bioetica, nonché la loro conoscenza della lingua inglese.
Il Dottorato ha durata di 4 anni ed è così strutturato: nei primi due anni i dottorandi si alterneranno tra lezioni teoriche mattutine ed esperienze pratiche pomeridiane, in laboratorio, durante le quali saranno guidati da un tutor individuale interno al campus; il terzo anno sarà dedicato al lavoro presso una struttura scientifica internazionale - per interfacciarsi con una realtà più ampia - e al proprio progetto di tesi, che verrà completata nel corso del quarto anno e infine discussa in pubblico.
I corsi previsti per i primi due anni del Dottorato sono 20, per un totale di circa 500 ore di lezione, equamente suddivisi tra argomenti filosofici e scientifici, tra cui logica, biologia evoluzionistica, epistemologia, filosofia delle scienze della vita, bioetica, biomedicina e società, genetica molecolare, struttura delle proteine e bioinformatica. I corsi saranno tenuti tanto da docenti dell'Università di Milano, tra cui i filosofi della scienza Giulio Giorello e Corrado Sinigaglia e il biologo evoluzionista Marco Ferraguti, che da docenti interni al campus - come Giuseppe Testa esperto di cellule staminali e studioso dell'impatto sociale della biomedicina -. Al fine di assicurare ai dottorandi insegnamenti anche da parte dei maggiori esperti sulla piazza, il corso di dottorato si avvarrà del contributo sia di docenti italiani (come Marcello D'Agostino, Amedeo Santosuosso e Guido Barbujani) sia di docenti stranieri (come John Harris, Mark Bedeu, Samir Okasha e Sheila Jasanoff).

Obiettivo ultimo del nuovo Dottorato è la formazione di una classe internazionale di studiosi aventi sia le competenze scientifiche, sia le competenze filosofiche necessarie per affrontare con successo tre nodi importanti: i fondamenti filosofici della biologia e della biomedicina; l'analisi etica delle conseguenze dei risultati biomedici, l'impatto sociale della nuova biomedicina. "Figure di cui, oggi più che mai, si sente una vera necessità" sostiene Giovanni Boniolo, che aggiunge "è la stessa situazione italiana, ma anche quella internazionale, a richiederlo. La ricerca filosofica italiana ha bisogno di avvicinarsi di più al laboratorio scientifico, mentre la ricerca dovrebbe rendersi sempre più consapevole dell'importanza delle riflessioni filosofiche relative al proprio ambito di indagine. E anche in Europa la situazione non è delle migliori, dal momento che esiste ancora molta frammentarietà e gli studiosi, anche di alto livello, si trovano spesso a lavorare isolatamente. è chiaro che tanto i nuovi risultati biomedici, quanto lo stato della loro discussione epistemologica ed etica, richiedono un cambiamento radicale nelle metodologie di formazione delle figure scientifiche, che devono essere capaci di gestire, anticipare e criticare la rivoluzione in atto".

Il Dottorato in "Foundations of life sciences and their ethical consequences" è nato proprio per rispondere a quest'esigenza, ponendosi anche, in virtù del proprio carattere internazionale, come promotore di una maggiore unità e di un maggiore interscambio di idee nella comunità scientifica.

 
 
 
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