Oncologia cellulare e ultrastrutturale
A casa delle proteine
Carlo Tacchetti
- Luogo di nascita: Napoli
- Anno di nascita: 1957
- Laurea: Medicina, Specialità in Oncologia
- Tacchetti è professore ordinario di Anatomia alla Facoltà di Medicina dell’Università di Genova.
- Inaugurazione del nuovo centro di oncologia cellulare e ultrastrutturale IFOM/DiMes (20 gennaio 2003, .pdf 86 Kb)
A cosa serve il televisore in dispensa? O la lavatrice in soggiorno? O il tostapane in bagno? Ogni elettrodomestico che si trova nelle nostre case, per fare il proprio dovere, deve essere collocato in una stanza precisa, altrimenti rischia addirittura di fare danni.
Per le proteine è la stessa cosa: sapere in quale area della cellula si trovano esattamente costituisce un'informazione fondamentale per la biomedicina.
Ed è questo il settore della ricerca in cui opera il programma IFOM di "Oncologia cellulare e ultrastrutturale"diretto da Carlo Tacchetti. Il programma si svolge presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale (DiMeS) dell'Università degli Studi di Genova (Via De Toni 14, Genova) e afferisce al laboratorio MicroscoBio (Centro di Ricerca in Microscopia e Spettroscopia correlativa in Biomedicina e Oncologia ) dell'Università.
Ogni proteina al suo posto
3d di un endosoma (struttura interna alla cellula) marcato per visualizzare un recettore trasportato all'interno della cellula
Le proteine sono "macchine molecolari" assemblate seguendo le "istruzioni di montaggio" contenute nel nostro codice genetico. Una volta montate, le proteine devono essere collocate in specifici compartimenti della cellula: solo lì possono svolgere in maniera corretta la propria funzione.
Anche nei tumori il posizionamento delle proteine gioca un ruolo fondamentale. Esistono infatti proteine che svolgono naturalmente funzioni di protezione dal cancro - sono quelle prodotte dai geni "oncosoppressori" - o di facilitazione della cancerogenesi - e queste sono prodotte dagli "oncogéni". L'insorgenza del tumore è legata a uno squilibrio tra i prodotti degli oncosoppressori e degli oncogéni. Le proteine degli oncosoppressori e degli oncogéni possono essere al posto giusto e funzionare male, o, pur essendo perfettamente operative, possono trovarsi al posto sbagliato, e quindi non essere in grado di svolgere la propria funzione.
È dunque di fondamentale importanza approfondire la conoscenza della distribuzione ultrastrutturale (cioè all'interno della struttura delle cellule) delle proteine nei tessuti sani e in quelli tumorali.
Milionesimi di millimetro
Il programma diretto da Tacchetti si occupa della localizzazione subcellulare delle proteine utilizzando le più avanzate tecnologie di microscopia elettronica. Il "fiore all'occhiello" del laboratorio è un microscopio elettronico - acquistato grazie ai finanziamenti FIRC - di ultima generazione, che consente agli scienziati di ottenere ricostruzioni tridimensionali del campione analizzato, con una risoluzione di pochi milionesimi di millimetro.
Le informazioni raccolte dal team di Genova possono contribuire a identificare segnali di rischio molto precoci per l'insorgenza del cancro. E non solo: le proteine collocate al posto sbagliato sono potenziali bersagli farmacologici, e sapere esattamente dove si trovano può aiutare a mettere a punto nuovi farmaci, dalla mira sempre più precisa.

home
mappa
contatti
cerca
rss
english

ifom-ieo-campus.it