Un pomeriggio per innamorarsi di…aurelia
02.11.2009

Si è concluso il 29 ottobre l’ultimo incontro per docenti di IFOM per la Scuola dedicato allo studio dei Parameci, organismi modello ideali per creare in classe attività didattiche interessanti e coinvolgenti.

«Alla fine ci siamo un po’ innamorate di lui». Queste sono le parole con le quali Maria Luisa Bottino, insegnate di scienze dell’ICST Zappa di Saronno, ha concluso giovedì scorso insieme alla collega Simonetta Cadirola del Liceo Berchet di Milano e agli esperti di IFOM per la Scuola il primo ciclo di esperienze teorico-pratiche dedicato ai docenti di scienze delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il lui di cui parla Bottino è il Paramecio della specie aurelia - ne esistono anche molte altre - ed è stato il protagonista dei tre incontri che si sono svolti il 23, il 26 e il 29 pomeriggio nel laboratorio didattico di IFOM per la Scuola. Un personaggio vivace, come lo definiscono scherzosamente le due professoresse, che su di lui ne hanno viste ormai di tutti i colori. Il corso nasce, infatti, dalla ricerca didattica condotta da Bottino e Cadirola grazie a IFOM e all’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. Le insegnanti si sono dedicate insieme agli esperti di IFOM per la Scuola allo studio e allo sviluppo di esperienze e protocolli da realizzare con il Paramecio perché questo è un organismo modello ideale da proporre per le attività didattiche a scuola: facilmente reperibile, innocuo, economico da mantenere, semplice da riconoscere. Si lascia osservare e colorare senza grossi problemi, consentendo agli sperimentatori di mettere in luce e comprendere molte sue caratteristiche.

Parameci09_ImmagineComposta «Ha a disposizione un monolocale che però è organizzato come una reggia» spiegano Bottino e Cadirola. Il Paramecio è, infatti, un organismo unicellulare. Sarebbe un grosso errore snobbarlo per questo perché esso, da bravo organismo modello, ha una straordinaria valenza conoscitiva e permette di comprendere fenomeni e problemi biologici che possono riguardare organismi più complessi. Ecco, quindi, che il Paramecio è oggetto di studio e ricerca da parte di diversi gruppi di scienziati nel mondo e con lui si riesce a «portare nella scuola – anche tra i più piccoli - una traccia sensibile di ciò che significa fare scienza oggi» parola di Bottino e Cadirola.
Le due docenti, accanto agli esperti IFOM, hanno coinvolto in questa seconda edizione del corso una cinquantina di insegnanti. Dopo aver conosciuto da vicino i Parameci, questi si sono portati a casa, o meglio nelle proprie scuole, il kit didattico che IFOM per la Scuola mette a disposizione dei partecipanti. Un valido e concreto strumento che fornisce, insieme ai protocolli online, tutti gli elementi per ripetere l’esperienza con i ragazzi.
«Ho trovato l'incontro stimolante per le possibili ricadute didattiche e non solo» ha dichiarato Giuseppe Poeta Paccati dell’ITIS Natta di Bergamo. Il docente, in qualità di chimico, rivolge particolare attenzione ai nuovi orientamenti della Green Chemistry, la cosiddetta Chimica sostenibile, e soprattuttto alla biologia dei microrganismi e a quanto concerne il loro impiego in attività inerenti l'ecotossicologia e la chimica ambientale come il biorisanamento dei siti inquinati, lo studio dei fenomeni di bioaccumulo di sostanze xenobiotiche e il loro utilizzo come indicatori biologici della qualità ambientale. Per queste ragioni Poeta Paccati ha giudicato il corso sui parameci uno strumento molto interessante di aggiornamento professionale. Positivi anche i pareri di tutti gli altri colleghi che hanno partecipato all’iniziativa.
Ma non finisce qui per gli insegnanti delle scuole secondarie. Sarà presto di scena il mondo vegetale, protagonista del prossimo appuntamento con i corsi teorico-pratici per insegnanti di IFOM per la Scuola. Anche questo da non perdere.

Tutte le informazioni sul sito di IFOM per la Scuola.